islanda: esperienza emozionale

C’è un certo non so che di nostalgico in certe immagini, in certi panorami, che puoi scorgere all’improvviso in queste terre. Scorci imperiosi e imprevedibili ma anche un po’ scoloriti ed evocativi: mi tentano e mi quietano.

Non è possibile sottrarsi a quell’indefinita sensazione di svanimento emotivo che ti avvolge e ti culla. Finalmente non c’è più bisogno di ricordare, di studiare, di vibrare, basta solo lasciarsi andare. Ci pensa la vita quieta di questi luoghi, un po’ languida e un po’ ruvida e che nulla può verso questa natura così potente e imperiosa, a lasciarti il messaggio: resta ancora un po’e lascia che sia.

Un viaggio di andata senza ritorno all’inquietudine della vita moderna. L’anima è l’unico dovere per comprendere la mitezza del luogo. Non servono ragionamenti complessi, non servono le teorie e le guide turistiche.

Inutili le corazze, nessun riparo e nessuna scusa di fronte alla verità incontaminata di questo paesaggio che si svela noncurante e schietto: lui non si nasconde dietro ostacoli architettonici, ma quello che rimane nudo sono io.

Alla fine c’è bisogno solamente di confondersi nella luce troppo prolungata, nelle tenebre insistenti, in certe scene sconclusionate e un po’ folli che ti sussurrano piano: resta ancora un pò, resta per sempre.

(much)