il tempo perso: stanze

Non so spiegarmi il motivo recondito che mi ha spinto a fotografare luoghi ormai abbandonati da tempo. Spesso addirittura dimenticati, fatiscenti, prede inesorabili del tempo impietoso che passando lascia i suoi segni ovunque.

In realtà davanti ai luoghi della decadenza io sento paradossalmente il richiamo della vita.

Una vita lontana  e misteriosa. Mi chiedo chi ha calpestato quei pavimenti consunti e qualche volta pericolanti, quale atmosfere avessero davvero contenuto quelle stanze, quali storie abbiano animato quei muri. Scorgo i segni di un passato andato e  che non tornerà, che probabilmente è caduto nell’oblio anche  degli stessi protagonisti, ma che invece a me sembra  stendere la mano per mostrare un qualche simbolo della sua esistenza, un oggetto, anche di vita quotidiana, che testimoni la sua presenza stoica  quasi a chiedere  la rivincita  al tempo trascorso, che consuma e dimentica, che lenisce qualche volta, ma più spesso semplicemente perde  la memoria.

(much)